G.m.g. – Diario di bordo…!

La G.m.g. (Giornata Mondiale della Gioventù) raggiunge in questi giorni il suo apice: da quando è arrivato Papa Francesco a Panama si susseguono incontri, eventi e riti che condurranno alla grande Veglia di preghiera con i giovani di sabato 26 gennaio e alla Messa conclusiva di domenica 27.

La piccola, ma significativa delegazione del nostro Oratorio (don Andrea, Ambra e Federica) sta seguendo l’evento e mantiene i contatti con gli amici dell’oratorio stesso attraverso una corrispondenza che viene pubblicata sul sito del’Oratorio.

E’ molto interessante questo viaggio, che ha portato tutto il gruppo di cui fanno parte a visitare i missionari che operano in Messico e a rendersi conto di persona dei numerosi problemi di quella popolazione.

Riteniamo utile riproporre in un unico articolo qui la loro voce.

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Panamà2019 – GMG ai blocchi di partenza

  • gennaio 11, 2019  – Si è tenuta ieri sera, giovedì 10 gennaio 2019, presso la cappella privata del palazzo arcivescovile di Milano la veglia con tutti i partenti per la XXXIV Giornata Mondiale della Gioventù a Panamà dal 21 al 27 gennaio prossimi. Tra loro anche il gruppo del PIME (Pontificio Istituto Missioni Estere) cui si sono legate due giovani pandinesi, Ambra e Federica, che insieme a don Andrea sono in partenza per un’esperienza di missione in Messico per proseguire poi alla volta di Panamà e partecipare all’incontro con il Santo Padre Francesco e tutti i giovani del mondo.

L’arcivescovo di Milano, S.E. mons. Mario Delpini ha affidato ai giovani partenti il mandato missionario, invocando su di loro la benedizione del Signore Gesù e l’intercessione di Santa Maria di Antigua, patrona di Panamà. Iniziamo allora a sintonizzarci sui media parrocchiali per seguire il cammino dei giovani e per sentire dai protagonisti il racconto di questa esperienza di fede, di vita, di Chiesa.

Panamà2019 – Arrivo a Città del Messico

  • gennaio 16, 2019  – L’arrivo a Città del Messico è, per così dire, l’inizio del percorso di avvicinamento che ci sta accompagnando a vivere la XXXIV Giornata Mondiale della Gioventù. Siamo pellegrini sulle tracce di Maria, esempio da imitare, così come ha ricordato più volte papa Francesco preparando il percorso triennale delle GMG, che culminerà appunto con l’incontro di Panamà.

Uno stato, il Messico ed una città, la sua capitale federale, davvero sorprendenti. In molti commenti dei giovani facenti parte del gruppo organizzato dal Pontificio Istituto Missioni Estere  di Milano e dal settore giovani dello stesso (che si occupa di animazione missionaria e vocazionale), le stesse parole: “Non sembra nemmeno di essere dall’altra parte dell’oceano”!

Città cosmopolita, ricca di contraddizioni, alterna gli Starbucks del centro al alcune vie e fabbricati segno di una povertà estremamente diffusa.

Forti ed importanti i segni della conquista spagnola del 1521 che ha lasciato a Città del Messico solo gli affascinanti resti dell’antica Tenochtitlan e della cultura delle popolazioni pre colombiane, pur tuttavia ancora fortemente presente nella popolazione messicana.

In molti tra noi si domandano come sia la vita fuori da una delle metropoli più inquinate del mondo… Lo sperimenteremo quest’oggi nella visita alla missione PIME di Ecatepec, nella periferia della città, comune densamente popolato da uomini e problemi. Qui incontreremo padre Damiano Tina, missionario del Pime in Messico dal 2006. Visiteremo poi il santuario della Madonna di Guadalupe per riconnetterci con lo spirito di questo pellegrinaggio. Non perdete allora i prossimi aggiornamenti. Un saluto dalla missione e… ALEGRATE!

Risultati immagini per santuario di guadalupePanamà2019 – Ecatepec e Santuario della Guadalupe

  • gennaio 17, 2019 – Secondo giorno in Messico. Dopo la sveglia ed il solito viaggio in metropolitana, abbiamo raggiunto la periferia sud di Città del Messico. Fuori dalla stazione ci attendevano due minivan che nel giro di qualche decina di minuti ci hanno condotto nella comunità di Ecatepec affidata ai padri del PIME

Ad accoglierci in questa “parrocchia”, formata da tre popolose comunità di indigeni messicani, padre Damiano. Missionario del PIME da 17 anni, in Messico da 10, dal 2016 insieme ad un altro confratello ha avviato la missone ad Ecatepec. Missione che “senza le donne, potrebbe chiudere” come egli stesso afferma riferendosi al gruppo di mamme e nonne che lo affianca nel lavoro pastorale e che“conosce profondamente il tessuto della comunità”.

È con loro e grazie a loro che egli può entrare nelle case della sua gente, conoscerne i problemi, celebrare l’Eucaristia, portare un po’ di aiuto materiale a chi vive di artigianato locale (vestiti, fioriere, statue in gesso della Vergine di Guadalupe!) rivenduto a Città del Messico su banchi ambulanti e fuori dalle stazioni della metro.

Della “sua gente” e dei loro problemi padre Damiano, milanese di Vimodrone, parla con grande rispetto ma con altrettanta franchezza. “Ho qui diversi amici che hanno il vizio di bere… È una piaga molto presente su tutto il territorio nazionale ed anche qui, insieme a quella della droga” soprattutto in una delle tre comunità affidate al PIME, quella di Cartolandia.

Costruita abusivamente ai bordi di un’importante tratto ferroviario per il trasporto merci che collega il Messico agli Stati Uniti d’America, essa deriva il suo nome dal materiale di costruzione che fino a qualche anno fa era il piu utilizzato: il cartone appunto. “È una baraccopoli” – commenta senza mezzi termini padre Damiano –  “che per lo Stato Federale non esiste. Però esiste. Loro sono qui e noi siamo qui”.

Tra “case” di legno e lamiera, vagoni ferroviari convertiti in abitazioni e tanta povertà, qualche muro in mattoni, qualche vetro alle finestre ed alcune parabole poste sui tetti fanno intuire qualcosa che padre Damiano esprime con poche parole: “Da qui non li si schioda più. Siamo già alla seconda e terza generazione: questa è la loro casa”.

Ecco allora il senso di un lavoro pastorale discreto ma presente “non di un uomo solo al comando” ma di una comunità che “batte il territorio” facendosi quella Chiesa in uscita che non solo papa Francesco ma il Vangelo di Gesù, prima di tutto, ci chiede di essere. “Una cosa che ultimamente ci siamo un po’ persi” ma una Chiesa che è possibile vedere negli occhi di padre Damiano e della sua gente. Capaci di accoglierci come fratelli, condividendo le loro ferite ma anche la tantissima gioia esplosa poi durante il pranzo e nelle prime ore del pomeriggio, quando con loro ci siamo intrattenuti per un momento di festa.

Da Ecatepec poi il nostro viaggio è ripartito per il Santuario della Guadalupe, sempre gremito di fedeli non solo messicani ma da ogni parte del centro-sud America. Qui abbiamo celebrato la santa Messa e vissuto un momento di riflessione e silenzio personale, per far posto nel cuore a tutto quello che è stato visto e vissuto nella giornata.

Volutamente alleghiamo a queste parole una sola immagine. Tutte le altre ci sembrano essere una curiosità indebita e superficiale, propria del nostro tempo dove tutto deve diventare immagine, notizia… Abbiamo molto di più da raccontare e mostrare: lo faremo, per chi vorrà, al nostro ritorno con il tempo e l’attenzione necessari. Per ora continuate a seguirci ed a pregare per noi. A presto!

 

Panamà2019 – Qualche giorno ad Acapulco    –   gennaio 21, 2019

Un fine settimana intenso quello presso la comunità di La Laja, parrocchia vicina al centro della città di Acapulco. Accolti da padre Hugo Hernandez, prete diocesano e parroco della comunità, abbiamo sperimentato la semplicità ed il calore di tante sorelle e fratelli che ci hanno aperto le loro case con una disponibilità che lascia a bocca aperta.

In questi giorni abbiamo partecipato alla catechesi parrocchiale, a degli incontri con i giovani della pastorale giovanile e della pastorale missionaria fino all’incontro di domenica pomeriggio con l’arcivescovo di Acapulco Leopoldo.

Ad una settimana dalla nostra partenza, ci sembra bello farvi sentire le impressioni delle più giovani del gruppo, le nostre Ambra e  Federica. A loro la parola, per guardare con gli occhi dei giovani a questi giorni in preparazione alla GMG di Panamà.

Siamo solo alla prima settimana ed è già stata densa di esperienze, incontri ed emozioni.

Siamo un gruppo di 30 ragazzi che condividono una fede convinta e mi riempie di gioia vedere come la fede possa creare un gruppo unito e forte. È una sensazione mai provata prima, ma sembra che condividendo un credo si sia già 10 passi avanti perché è la base che accomuna tutti e permette di tenere come centro dell’esperienza un unico punto. Sento come una forza che ci lega tutti, nessuno escluso, e che rende i giorni sempre più densi e pieni di nuovo insegnamenti.

Oltre a visitare città del Messico e a mangiare immancabilmente tutti i giorni cibi messicani, abbiamo visitato la realtà missionaria di Ecatepec. Mi sono stupita dell’accoglienza di queste persone, della loro gioia di accogliere ragazzi sconosciuti senza il minimo problema. Durante questa giornata siamo passati nella baraccopoli chiamata Cartolandia, dove la gente vive arrangiandosi con poco, e la cosa che mi ha colpito più di tutto è che nonostante ciò ci siano bambini e ragazzi che vanno a scuola. Perché non è scontato in una realtà in cui spesso dominano anche giri di droga!

Da due giorni siamo invece arrivati ad Acapulco nella parrocchia de La Laja.

Qua mi hanno lasciato senza parole, ci hanno accolto con un favoloso pranzo, una splendida messa animata dai loro canti e infine una danza tipica e la cena. Mi ha lasciato una grande gioia, pace e voglia di accogliere a mia volta, perché pur avendo poco queste persone sono capaci di dare tutto a noi giovani, e sono ancora più felici e sereni di prima. Ci sono alcune famiglie che ci hanno ospitato e la mia ci sta accogliendo come loro figlie. Hanno un gran cuore e una fede grande, dovremmo imparare da loro. Manca ancora più di una settimana che ha in serbo per noi ancora tante sorprese…

Ambra

 

Lunedì 14 gennaio sono partita per il Messico insieme a un gruppo di ragazzi con il PIME. I ragazzi li conoscevo poco e avevo il timore di non riuscire a confrontarmi e instaurare un rapporto con loro. Però in questa settimana passata insieme tutti i giorni ho parlato con ciascuno di loro e mi sento completamente me stessa pur conoscendoli da poco tempo. Abbiamo inoltre conosciuto gente del posto che ci ha accolti nel miglior modo possibile, ci hanno trasmesso la loro cultura e la loro felicità.

Quando siamo andati a Ecatepec nella missione di padre Damiano abbiamo conosciuto persone che vivevano in bruttissime condizioni ma che però avevano sempre il sorriso stampato in faccia e apprezzavano tutto quel poco che hanno. Forse dovremmo essere noi a imparare da loro e non loro da noi! Pur non avendo nulla sono riusciti a farci sentire a casa e ben voluti, ci hanno trattato come fossimo “di famiglia” e questo al giorno d’oggi non è così scontato!

Sono veramente felice di aver conosciuto gente così gentile e disponibile con persone sconosciute e spero di continuare la mia esperienza in questo modo.

Federica

 

21190117_gmgpanamaPanamà2019 – Un lunedì come altri… gennaio 22, 2019

…almeno all’apparenza! Dopo la sveglia ed il ritrovo presso la parrocchia S. Nicola di Bari che ci ospita qui a La Laja, la nostra giornata si è articolata in un lungo tour della città di Acapulco. Dall’Acapulco tradicional fino alla oro y diamante, ad indicare il grado di lusso e di contraddizioni che si possono vedere sulla splendida baia, da un capo all’altro del promontorio.

E poi il passaggio per la cattedrale, chiusa in un intricato groviglio di vicoli nella parte centrale della città, fino a toccare il Pacifico in una riserva naturale per la riproduzione di una specie di tartarughe marine (5 delle 7 specie presenti al mondo, tutte in via di estinzione, sono parte della fauna della zona di Acapulco!).

Infine un pomeriggio di relax alla foce del fiume Coyuca, con bagno e celebrazione dell’Eucarestia su uno degli spiaggioni al centro della laguna: davvero un contesto particolare.  Tuttavia ad occhi attenti la giornata (le giornate!) qui ad Acapulco mostra non poche contraddizioni di questa fetta di mondo. Per risparmiare parole un paio di suggerimenti cinamatografici: LA ZONA sulla situazione di divario tra ricchi e poveri in Messico (e non solo!) e TRASH, sulla corruzione che dilaga nel centro-sud America. Entrambi i DVD sono richiedibili in prestito al bar dell’Oratorio. Buona visione e continuate a seguirci perché oggi… Bocana Beach! 

 

20190124_gmgpanamaPanamà2019 – In partenza da Acapulco     gennaio 24, 2019

Rieccoci. Dopo esserci goduti una giornata intera di relax (e scottature europee!) a La Roqueta (isolotto nella baia di Acapulco), la giornata di oggi mercoledì 23 gennaio, l’abbiamo trascorsa nella parrocchia di S. Nicola di Bari, a La Laja.

Dopo aver posto qualche ulteriore domanda a padre Ugo, parroco della comunità, circa la situazione di Acapulco e del Messico in generale nella tarda mattinata sono giunti tra noi don Deodato, presbitero della Diocesi di Catania che sta vivendo un’esperienza come missionario Fidei Donum e padre Paulino, missionario del PIME di origini brasiliane da qualche anno in Messico. Due storie davvero incredibili… Dopo la messa di saluto ed una serata di festa, siamo in partenza per Panamà. Cercheremo di farci sentire presto. ¡Hasta pronto!


Immagine correlataPanamà2019 – Nel cuore della GMG! – gennaio 25, 2019

Dopo cinque ore di bus da Acapulco a Città del Messico ed un volo di poco più di tre ore con Aereomexico dalla capitale, siamo giunti a Panamà. Fin dall’aeroporto l’accoglienza è stata eccezionale. Si respira l’aria, il clima di una festa internazionale ma anche la condivisione semplice della stessa fede.

Gli amici della parrocchia di N. S. de Guadalupe ci hanno accompagnato dall’aeroporto alla chiesa. Dopo un pranzo frugale (ne avevamo bisogno!) siamo stati divisi nelle famiglie che ci hanno accolto. Qualcuno ha aperto la sua casa addirittura a nove pellegrini: generosità ed entusiasmo colpiscono ogni minuto che passa i nostri giovani.

Nel pomeriggio non siamo riusciti a partecipare alla messa d’apertura con il Santo Padre ma l’abbiamo seguita attraverso schermi e TV sintonizzate in ogni punto, bar, esercizio commerciale della città. Dopo aver celebrato l’Eucaristia delle 18 nella chiesa della comunità che ci accoglie ed una cena molto fast e poco food, abbiamo partecipato al Festival della Gioventù al Parco Omar di Panamà. Ques’oggi iniziamo ad entrare nel vivo della GMG con la Celebrazione Penitenziale e la Via Crucis. Continuate a seguirci…

 

La Via Crucis di Francesco a Panama: «Assurdo identificare i migranti come il male sociale»Panamà2019 – Testimoni, sulla via della Croce  –  gennaio 26, 2019

Venerdì la grande protagonista della GMG panamense è stata lei, pellegrina insieme ai giovani da quel lontano 1985 quando san Giovanni Paolo II la affidò loro dando vita a questa giornata mondiale.

Protagonista alla mattina, quando nella parrocchia di N. S. de Guadalupe tutti gli italiani hanno celebrato una liturgia penitenziale ed il sacramento della Riconciliazione  cui ha fatto seguito la s. Messa presieduta dal card. Gualtiero Bassetti.

Protagonista indiscussa anche nel pomeriggio, quando presso il parco S. Maria de Antigua, sulla grande Cintura Costera di Panamà il Santo Padre ha presieduto una intensa Via Crucis “attraverso il continente americano”. Abbiamo deciso di raccontarvi di questa giornata attraverso le testimonianze di due giovani ventenni del nostro gruppo, Monica e Luca, per farvi respirare un po’ il clima che qui si respira. A loro la Parola.

Questa Riconciliazione di normalità ha avuto gran poco, ma è stato anche e soprattutto questo il bello: è stata totalmente differente da quelle vissute finora. È iniziata con una preparazione su un volo ed è finita con la confessione vera e propria sotto il sole in mezzo a migliaia di giovani festanti.

Sono giorni in cui sento particolarmente presente Dio, in ogni forma e luogo… e i sedili di un aereo ed un prato non potevano esserne esenti

Non sapevo bene cosa aspettarmi perché sono arrivata a questo momento con ferite aperte e tanto caos in testa: dover confessare le prime e dover iniziare a mettere ordine al secondo non è stato facile… ma “sono riuscita ad aprire lo sgabuzzino, ora lascio che Lui metta ordine davvero”
Mi sono sentita non giudicata, prima di tutto. Non mi confessavo da tanto per una molteplicità di ragioni, tra cui la mia sensazione di non essere meritevole di Dio e del Suo perdono. Mi sono anche sentita amata ed ascoltata… e pronta a ripartire con un cuore davvero nuovo!

Non posso cancellare il passato, ma ho la responsabilità di vivere bene il presente. Sono desiderosa di tornare a camminare seguendo la strada che Lui ha tracciato per me. Se fede è anche fiducia (come dice una mia cara amica), mi fido! (D’altronde con i miei piani e progetti non sono mai andata lontano).

Monica

Ci sono attimi in cui la fede respira, si rinfresca dalla calura di ogni giorno, e riparte più vigorosa di prima. Nelle GMG che ho fatto, questi attimi sono stati tanto frequenti quanto inaspettati, un po’ come quell’angelo che apparve alla Vergine Maria.

Oggi durante la Via Crucis nel parco di Santa Maria Antigua, circondato da migliaia di giovani, quell’attimo inaspettato è giunto. Non è servito quasi nulla: una croce (sempre la solita da più di trent’anni), della musica giusta al momento opportuno – cosa mai da sottovalutare il momento opportuno – ed infine noi, i giovani. Con questi pochi doni ci ha pensato Dio a fare il resto.

Il tramonto scendeva sul parco e la croce si spostava mentre i giovani Pellegrini leggevano le tappe del calvario di Cristo. Con delicatezza e sapienza Dio ha agito, sembrava fossimo tutti accolti sulle sue ginocchia, come un papà fa coi propri figli. Le parole del Papa a più gradi riecheggiavano lungo la muraglia umana che costeggiava l’oceano, le parole importanti si devono sentire più volte per apprezzarle. Francesco ci ha detto che le braccia del signore sono immense, il suo abbraccio arriva fino al luogo più profondo del dramma umano. “E noi? Noi che facciamo?” ripeteva il Santo Padre, riusciamo ancora a non essere indifferenti al dolore?”.

Domande spiazzanti. E ora dopo un venerdì vissuto con Gesù nel momento più difficile delle sue vicende umane, la Crocifissione, si riparte sapendo che, come letto quest’oggi “la debolezza di Dio è più forte di tutto il mondo”.

Qualche giorno, stringevo fra le mani una croce in cartone comprata a Guadalupe. Ero inconsapevole di quello che avrei vissuto oggi, ma credo che in questa Via Crucis questo pensiero abbia trovato la sua verità e il suo compimento. Indosso una croce che racconta di Dio, credo in un Dio che ha indossato una croce più grande della mia. Quella che indosso è fatta di cartone, pressato, dipinto e colorato. Col sudore si scioglie e io so che prima o poi si sfalderà. Ma il mio Dio non si sfalda col sudore, non si spaventa delle lacrime, non teme le rotture. In Messico e a Panama mi hanno insegnato che si può essere la croce che parla di Dio.                Luca

 

Panamà2019 – Dal MetroPark a Lisbona!   –   gennaio 28, 2019

Impossibile descrivere le emozioni provate tra sabato e domenica nell’incontro con il Santo Padre a conclusione di questa 44° Giornata Mondiale della Gioventù di Panamà.

Al Metro Park Juan Pablo II non si è vissuto solo un momento di grande gioia nell’incontro con mezzo milione di giovani di tutto il mondo ma soprattutto lo stupore di un Dio che in Gesù Cristo sa ancora parlare al loro cuore.

Le loro testimonianze pubblicate sul nostro sito e quello che sapremo comunicarvi al nostro ritornone sono un segno evidente.

Oggi ultimo giorno Panamà. Saluti, lacrime e ripartenze. Per l’ultima volta… ¡Hasta pronto! 

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