Lettera da Taizè (in vista della festa dell’Oratorio)

Taizé, sabato 12 agosto 2017

Cari giovani di Pandino,

vi scrivo giunto quasi al termine di una settimana ricca ed intensa, a poche ore dalla partenza con alcuni di voi per l’esperienza in Umbria-Marche, coinvolti nel progetto FOCr-Caritas “Diamoci una mano”, in aiuto a quelle popolazioni colpite dal sisma.

Sono arrivato su questa collina, rispondendo all’invito che il vescovo Antonio ha rivolto nei mesi scorsi a tutti i giovani della nostra diocesi di Cremona.

L’idea era quella, prima di entrare nella fase centrale del Sinodo dei Giovani, di provare a vivere un’esperienza che da molti anni porta qui migliaia di persone ogni estate, in prevalenza giovani appunto. Nella settimana che si sta per concludere, sono stati più di 3500 coloro che da ciascuno dei cinque continenti, hanno riflettuto, pregato e condiviso le loro storie di vita e le loro opinioni attorno ad un tema bello ed appassionante come quello della speranza.

Come essere giovani, donne e uomini, segni di speranza in un tempo che sembra averla smarrita? Come poter ricordare ad un mondo adulto, che sembra aver perso la fiducia in voi, che è proprio nel cuore dei giovani che riposa la speranza e la promessa di un nuovo futuro?

Cattolici, ortodossi e protestanti, con la presenza significativa e preziosa di due giovani libanesi di religione islamica, mi hanno mostrato ancora una volta che è più ciò che ci unisce di quanto ci divide. Nelle file per i pasti, nel lavoro comune per la gestione ordinaria del campo, nei numerosi workshop e gruppi di discussione, nella preghiera e nei chiassosi momenti di festa trascorsi davanti a un caffè o una birra al cafe Oyak ho potuto sperimentarlo in prima persona, rafforzando un convincimento già maturato nel corso degli anni.

20151217220051_332Non pensate che possa essere bello vivere così anche nella nostra comunità di Pandino? Non credete che anche il nostro piccolo-grande Oratorio possa essere un “luogo” dove la diversità unisce ed arricchisce anziché dividere ed impoverire?

Questa è l’idea e la provocazione che mi sento di rilanciare a partire dalla prossima Festa dell’oratorio che vivremo dall’1 all’8 di settembre 2017.

Il vescovo Antonio, nell’anno pastorale che ci apprestiamo ad iniziare il prossimo autunno, ci invita a mettere al centro le parole che Gesù rivolge ai suoi discepoli inviandoli per città e villaggi (Mt 10,5-42). L’evangelista Luca precisa che questa missione avviene “a due a due” (Lc 10,1)… Chissà, forse anche il Maestro si era accorto che da soli possiamo al massimo essere annunciatori di noi stessi. La gioia che deriva dal Vangelo, dalla vita di Gesù la si può testimoniare invece solo all’interno di una comunità. Che sia proprio questo la Chiesa? Un insieme di persone che vivono nella gioia con lo stile di Gesù?

oratorio pandinoNon aggiungo altro, se non un duplice invito. Aspetto voi, giovani 19-30enni, martedì 22 agosto alle ore 21.00 in oratorio. Metteremo a punto il programma della festa elaborato dal Consiglio dell’Oratorio lo scorso mese di luglio. Nella stessa sede presenteremo anche una bozza del calendario delle proposte ed attività annuali. Spero che entrambi possano arricchirsi delle vostre idee, sostenute dai vostri grandi desideri.

Il secondo appuntamento è invece per venerdì 01 settembre, quando inizieremo la nostra festa mettendoci in preghiera davanti al Signore Gesù con una modalità che speriamo possa coinvolgere sempre più bambini, ragazzi e famiglie di Pandino.

Vi auguro, ovunque siate, di godere di giorni di riposo ed esperienze significative di vita. Nella speranza di potervi presto incontrare tutti, un abbraccio ed un saluto.

don Andrea